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Nei secoli XVIII e XIX la nobiltà terriera opera in Brianza diversi interventi edilizi realizzando importanti residenze stagionali: Villa Greppi è una di queste.
Ubicata a Monticello in prossimità della frazione di Casate Vecchio, ne domina e integra la struttura con i suoi rustici residenziali che costituiscono la cerniera tra la Villa, il suo parco e il territorio agricolo vero e proprio.
La sua storia risulta alquanto frammentaria. Nel Catasto Teresiano si trovano indicazioni planimetriche dell'insediamento originario. Nel 1811 viene acquistata dalla famiglia Greppi e trasformata secondo le fattezze odierne in casa di villeggiatura e rappresentanza. Ulteriori minori trasformazioni alla villa e alle pertinenze si sono succedute nel tempo fino ai primi del XX secolo.
La Villa ha una forma classica ad "U", consta di un piano interrato e di un piano terreno originariamente destinati, ad eccezione dell'ingresso e della cappella, a zone di servizio. Il primo piano fungeva da luogo di rappresentanza, composto da saloni riccamente arredati e decorati e dalla biblioteca con l'archivio di famiglia, mentre il piano secondo forniva le camere per i familiari e per gli ospiti.
Un cenno particolare merita il parco composto da un giardino all'italiana e da un giardino paesistico all'inglese con pregevoli composizioni di architettura vegetale, ars topiaria e maestosi esemplari isolati.
L'ultimo discendente dei Greppi donò l'intero complesso alla Santa Sede.
All'inizio degli anni '70 il Consorzio per l'Istruzione Media Superiore e l'Educazione Permanente (oggi Consorzio Brianteo Villa Greppi) acquistò la proprietà interrompendo così lo stato di abbandono che stava portando la Villa e le pertinenze alla completa ruderizzazione.
I GREPPI
A Casatevecchio (oggi Comune di Monticello Brianza) il ceppo dei Greppi, discendenza diretta del Conte Antonio, si è dato convegno per oltre un secolo di villeggiature, secondo la buona consuetudine di tutta la nobiltà e l'alta borghesia milanese dal Seicento ai primi del Novecento.
L'edificio e gli annessi terreni, per un totale di 268 "pertiche" e 17 "tavole", corrispondenti a 17 ettari e mezzo, furono acquistati in età napoleonica con contratto datato 17 maggio 1811 fra il Cav. Giacomo Greppi, figlio del fu Conte Antonio, e tale Cav. Galeazzo Arrigoni, anche lui milanese. Il Conte Antonio, fondatore delle fortune familiari, ha accumulato in un ventennio (1750-1770) risorse buone per cinque generazioni e per decine di eredi e collaterali, quale fermiere, cioè appaltatore delle Regie Imperiali Imposte, di Maria Teresa d'Austria.
Originario del bergamasco, è stato fatto cittadino milanese nel 1776 e poi titolato Conte (di Bussero e Corneliano) e Commendatore della Corona Ferrea.
Per far bella figura mette su casa, anzi palazzo, a Milano, in via S.Antonio, rivolgendosi nientemeno che al Piermarini, l'Architetto dell'erigendo Teatro alla Scala.
Dopo di lui, tutti i Greppi consolidano la propria fresca nobiltà per via matrimoniale, imparentandosi con le Grandi Famiglie: gli Opizzoni, i Litta-Visconti-Arese, i Durini, i Somaglia, i Taverna, i Lupi di Soragna, i Barbiano di Belgioioso, i Trotti Bentivoglio ed i Sormani-Andreani-Verri.