La sede

A metà degli anni ottanta, Palazzo Albini è stato oggetto di un'importante ristrutturazione edilizia commissionata dalla Banca Briantea, intervento che ha consentito al Palazzo di riprendere una parte dell'antico splendore e una funzionalità operativa, ospitando uffici e attività commerciali. foto3

Tra gli urbanisti che si occuparono di questa operazione vi era l'arch. Paolo Gatti che ha cortesemente redatto questa nota su Palazzo Albini. L'Associazione Vera Brianza sarà ben lieta di ricevere eventuali ed ulteriori informazioni sulle origini e sulla storia di questo Palazzo, situato al centro della città di Merate che per almeno due secoli della vita economica di questo Comune ha fatto lo storia della Brianza.

Non esistono documenti storici che consentono di datare lo realizzazione del palazzo Albini a Merate, salvo vecchie mappe dalle quali si rileva l'esistenza dello stesso a partire dalla seconda metà del 700.

Il palazzo è a pianta irregolare, con volumi che delimitano un cortile interno centrale, a forma trapezoidale, e che prospettano sulle tortuose vecchie vie del centro storico; la via Trento a Sud ed il vicolo dei Fiori sugli altri tre lati. 

Il palazzo ha una superficie coperta di circa 1.100 mq. ed un volume di circa 12.000 mc.; è a tre piani fuori terra verso la via Trento, a due, lungo il vicolo dei Fiori.

Il corpo principale, prospettante lo via Trento è in stile Neoclassico ed è presumibilmente databile ai primi decenni del 800; i corpi secondari sono invece privi di elementi architettonici stilisticamente definibili.

foto1Il corpo principale è caratterizzato nella facciata, dal rigore compositivo degli elementi tipici dello stile Neoclassico: lesene con capitelli di ordine ionico, esecuzione di bugnato a forte rilievo al piano terreno, architrave a balaustra sulle lesene, atto a schermare lo falda del tetto e vani modulati per serramenti e rifiniti con contorni in pietra o granito, sagomati superiormente a timpano o ad arco.

All'interno, al piano primo, si sviluppano ampi saloni, con soffitti a cassettoni ed a mezza volta, decorati con greche e cornici in gesso, e con pavimenti in mosaico alla veneziana. 

Una saletta è decorata con mosaici e con raffigurazioni ad affresco in stile Orientale, come in voga nel periodo eclettico, alla fine del 1.800. Maestoso appare lo scalone, a pianta ottagonale, che dal piano terreno consente l'accesso al nobile piano primo.

Il palazzo, in parte in utilizzato o frazionato per varie destinazioni, ma già sede storica della Banca Briantea, venne ristrutturato a partire dal 1984. Il relativo progetto venne affidato allo studio Tecnico Ing. Giuseppe Mauri e Arch. Paolo Gatti di Merate , i lavori, ultimati nel 1988, vennero affidati all'Impresa Vico Volassi di Lecco.

L'intervento aveva comportato notevoli problemi tecnici, di carattere strutturale, distributivo e tecnologico impiantistico, in relazione alla nuova destinazione d'uso dell' immobile, a sede operativa e di rappresentanza della Banca Briantea, ed alle caratteristiche architettoniche e storiche dello stesso. 

In particolare si rilevano gli interventi di restauro conservativo dei pavimenti in mosaico, dei serramenti interni in legno decorato, dei contorni lapidei e delle opere in ferro battuto, restituiti al loro splendore.